Il numero perfetto

Tre nel destino? Perché no? Il sinonimo della perfezione si veste di rossoblù.

Il numero è la sintesi del pari (due) e del dispari (uno), per i cinesi corrisponde alla totalità cosmica (cielo, terra, uomo), nelle religioni invece sono frequenti le triadi divine: dalla Trimurti induista (Brahma, Shiva, Vishnu) alla Trinità del Cristianesimo, senza dimenticare la Divina Commedia, dove il tre e i suoi multipli hanno un valore simbolico (tre cantiche, trentatré canti, nove gironi infernali). Ebbene, non vogliamo passare per profani, ma la Caloni Agnelli di questo periodo se non ha qualche componente “divina”, custodisce senza dubbio qualcosa di “magico” in virtù di risultati figli di uno spettacolo offerto assolutamente da primissima fila. Tre, ad esempio, erano le vittorie consecutive in campionato in coda al 2017 e triplo il colpo con il quale i nostri hanno inaugurato l’anno nuovo: tre punti ad Ortona per quarta affermazione, freccia del sorpasso su Tuscania in testa alla graduatoria e Poule Promozione al sicuro. Ma attenzione perché il tre, nel roster attuale, è anche una maglia particolare in quanto non assegnata ad inizio stagione e poi utilizzata in un paio di circostanze da Andrea Franzoni quando la ricezione lo aveva “chiamato” a spogliare temporaneamente la casacca di libero. E poi tre sono anche i turni che mancano al termine di una prima fase che vede l’Olimpia davanti a tutti, con una leadership da difendere nel doppio turno casalingo con Taviano e Brescia prima del congedo sul taraflex di Cantù. Un tris dai significati diversi tra loro, capace di rappresentare – per vari motivi – la preparazione ideale per la grande sfida con Roma del 28 al PalaFlorio di Bari. E questa cosa è se non una lunga volata verso la Coppa Italia? Come se non bastasse la capacità, unica nel suo genere, di coach Graziosi di tenere i suoi ragazzi sempre “in temperatura”. Avreste mai potuto immaginare un gennaio cosi avvincente e ricco di pathos che si può riprendere dall’attico del Girone Blu? Allora cinture allacciate, ma piede incollato all’acceleratore: il 2018 è appena scattato.