Romanò-Sette: attacco e carpe diem

L’uno ha lasciato il calcio per la pallavolo a 16 anni, l’altro è una stella del beach che vuole farsi strada anche nell’indoor. Cuore interista da una parte, cuore diviso tra Napoli e Milan dall’altra: l’opposto Yuri Romanò e lo schiacciatore Felice Sette hanno vestito la stessa maglia lo scorso anno, a Potenza Picena, e ora si ritrovano a Bergamo.

Il monzese è un gigante di 203 cm che compirà 21 anni il prossimo 26 luglio, la 22enne banda (187 cm con elevazione fuori dal comune) è pugliese di Altamura e per entrambi, nonostante l’ancora giovanissima età, sono già arrivate soddisfazioni importanti. Romanò, infatti, prodotto del vivaio dei Diavoli Rosa di Brugherio è giunto terzo alle finali nazionali Under 19 e poi ha disputato un Europeo Under 20 e un Mondiale Under 21 ritagliandosi uno spazio importante agli ordini di coach Totire, oggi tecnico di Santa Croce; Sette invece sulla sabbia ha vinto lo scudetto Under 21 nel 2015 e ha partecipato a due Europei e tre Mondiali.
La coppia di nuovissimi schiacciatori orobici è stata fortemente voluta da coach Alessandro Spanakis, che li ha affrontati lo scorso anno: “Mi ha voluto lui e io sono ben consapevole del mio ruolo – dice Romanò -. Bergamo ha un progetto ambizioso e non ho esitato anche perché voglio innalzare ulteriormente il mio livello, anche in allenamento. Poi la stagione è lunga e spero di poter dimostrare il mio valore in modo tale da ritagliarmi qualche spazio importante. Il mio desiderio era quello di mettermi alla prova in una realtà come questa, che in due anni in categoria ha già fatto grandi cose. Si tratta di un’occasione d’oro, sia in termini di visibilità che sotto il profilo della crescita”. Obiettivi pressoché analoghi per Sette, più ricettore che attaccante, che sarà il terzo posto 4 nel roster: “Ho scelto Bergamo – sottolinea – perché si tratta di una piazza importante, che ha saputo imporsi rapidamente nel panorama pallavolistico di serie A2 e ritengo possa rappresentare una tappa fondamentale nel mio iter. Ho avuto ottime referenze, sull’organizzazione societaria e sul calorosissimo pubblico. E’ un clima che non vedo l’ora di respirare e che voglio vivere il più possibile in prima persona sfruttando ogni opportunità che si presenterà”. Due tasselli, una sola parola d’ordine: carpe diem.

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