UNA SINFONIA PER METABOLIZZARE

“La forza si costruisce sui fallimenti, non sui propri successi. Guardare quella medaglia d’argento fa ancora molto male, ma cerco di pensare positivo perché abbiamo ancora un campionato lungo davanti e vogliamo toglierci grosse soddisfazioni”.

Nel fiume in piena che hanno scatenato i social, il messaggio di Ludovico Dolfo rappresenta l’essenza di ciò che è stato e ciò che dovrà essere. Una Coppa Italia soltanto accarezzata, un palcoscenico da togliere il fiato che a mente tiepida (no, non si può considerare ancora fredda) va riletto in prospettiva. Con le debite proporzioni e spostando solo di qualche ora l’orologio, chiedere a Perugia il numero di “stecche” prima di alzare due trofei in pochi mesi. Ecco perché la lezione del PalaFlorio va capitalizzata e inserita alla voce “esperienza”. Quella dote che, senza girarci troppo attorno, ha fatto pendere la bilancia a favore dei capitolini al netto della crescita esponenziale di un Padura Diaz che, partito farraginoso, ha trovato pane per i suoi denti fino a diventare indomabile. Indomabile però ora deve tornare ad essere l’Olimpia su quel terreno ideale che corrisponde al campionato per dare seguito alle otto vittorie consecutive, dieci nelle ultime undici. Ora la Pool A azzera tutto, la stagione entra nel vivo, ma la padrona del Girone Blu – che sarà ai blocchi con 12 punti, seconda solo alla Ceramica Scarabeo – con la Videx Grottazzolina ha l’occasione di assestare il primo colpo alle inevitabili scorie rimaste in corpo. La grande squadra, in effetti, si vede anche da queste capacità. E siccome Hoogendoorn e compagni hanno confermato di possedere tutti i crismi della big, Morelli e compagni – sconfitti a domicilio proprio nei quarti di finale di Coppa – costituiscono la password per entrare nuovamente nelle giuste corde e suonare la nona sinfonia. Ce lo vedete coach Graziosi nei panni di Beethoven? Gli occhi lucidi di Ciccio, che si è dovuto piegare alla maledizione (terza finale consecutiva persa in carriera), sono la classica immagine da trasformare in spot e in molla motivazionale. Vi ricordate quelli di Francesco Totti prima del rigore decisivo trasformato contro l’Australia nel Mondiale del 2006 dove hanno portato l’Italia?

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