Una spremuta di divertimento

Se i quarti di finale hanno cominciato a dare un’idea di ciò che sarà, nelle semifinali prepariamoci a nuove sfide senza esclusione di colpi. Le eliminazioni delle prime due della Pool A – Roma e Santa Croce – hanno da un lato hanno del clamoroso, dall’altro confermano quanto i valori siano incredibilmente livellati.

Fa scalpore, naturalmente, il fatto che capitolini e toscani si siano trovati la strada sbarrata in gara 3 ed entrambi tra le mura amiche. Tuttavia le imprese di Gioia del Colle e Spoleto regalano alle semifinali, oltre alle certezze Bergamo e Siena, due schegge impazzite capaci di far saltare il banco. Curiosità: rispetto allo scorso anno sono i pugliesi l’unica new entry nel lotto, eccezionali a rimpiazzare nel poker i corregionali della BCC Castellana Grotte, approdati poi in Superlega. Un premio alla continuità delle altre tre, che si confermano interpreti di livello assoluto in categoria nonché un inno alla capacità di restare in alto “resistendo” strenuamente al cospetto di una formula ancor più discutibile rispetto a quella precedentemente in vigore. Effettivamente il compito di peggiorarla non era semplice, eppure la prodezza si è compiuta. A proposito di prodezze perciò assume ancor più valore quella della Caloni Agnelli, gigantesca in gara 1 su Brescia e portentosa nella rimonta in gara 2 al San Filippo: sei successi in altrettanti derby, cosa chiedere di più? Qualcosa, in effetti, è rimasto: in semifinale si voleva arrivare, in semifinale si è giunti. Con il vantaggio del fattore campo (3 confronti in casa e 2 fuori) contro una Monini che ha ripreso il passo atteso dall’estate, ossia quando una campagna acquisti faraonica l’aveva posizionata lassù, a ridosso di Siena. Rispetto ai nastri di partenza, un altro allenatore (Luca Monti), un altro opposto (il croato Raic) e un’altra marcia inserita peraltro nei play-off dopo una seconda fase salutata in penultima posizione, che ha costretto gli oleari allo spareggio con Alessano (la seconda della Pool B). E adesso? Per l’Olimpia il “divertimento” è il must. Ancor meglio, tanto per rifarsi ad uno storico claim dell’olio Monini, una spremuta di divertimento.

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